Scritto dall'Istruttore Nazionale Federico Gatti che rappresentava l'Emilia Romagna
Ore 10.30 di domenica 26 agosto. La rappresentativa Emilia Romagna si incontra alla stazione di Bologna. Inizia il Jamboree!!
Ci aspettano 3 treni e 5 ore di viaggio per arrivare alla stazione di Bracciano e quando vedo la valigia-casa di Rachele comincio a nutrire seri dubbi sulla buona riuscita del trasferimento. Rachele di Rimini è una manifestazione di energia pura (non sempre troppo controllabile…) ed è stata immediatamente eletta capitana del gruppo. Per risolvere il primo problema logistico abbiamo fatto cambio valigia (la mia prevedeva 2 calzini, 3 mutande e tanta fiducia nel materiale che ci avrebbero dato) così ho avuto l’occasione di fare un po’ di palestra con la sua.
Per 5 ore non c’è stato un secondo di silenzio (mi scuso coi vicini di posto) e quando siamo scesi a Bracciano eravamo già un gruppo affiatato. Giulia di Piacenza che si è sciolta nel corso della settimana, ma ha recuperato abbondantemente i primi giorni di timidezza. Simone di Parma che ha riso ininterrottamente per 6 giorni sfiorando il guinness dei primati. Fabio di Reggio, Andrea di Bologna e Matteo di Ferrara ognuno di loro unico nel modo di giocare, divertirsi e fare amicizia.
Il primo pomeriggio ce lo godiamo in piscina. Alla sesta volta che il bagnino richiama i miei (fra un tentativo di annegamento e un tuffo multiplo) intuisco che il premio comportamento è fuori dalla nostra portata.
Da questo momento in poi è un susseguirsi incalzante di emozioni crescenti che ci accompagneranno per tutta la settimana senza darci il tempo di respirare.
Le partite di 3c3 sprint in palestra, ai giardini di Bracciano, sul molo di Anguillara, nel cortile di Vigna di Valle e sul terrazzo del Pincio con il suo panorama mozzafiato. Le gite a Roma, al museo dell’aeronautica e al castello di Bracciano che vi sembravano noiosissime (anche a me lo ammetto), ma che sono state comunque occasione di scherzare insieme. La partita della nazionale che in partita ci ha un po’ deluso, ma che emozione essere in campo a dare 5 ai giocatori e schierarci a fianco a loro durante gli inni! E per finire le serate in cui all’ora stabilita vi addormentavate nel silenzio della vostra stanza senza nemmeno che l’istruttore vi dovesse dire qualcosa. (Ah no? Non è andata così? Ma dai…).
Venerdì serata finale con la premiazione dei migliori in campo (noi siamo arrivati 14°) e dei migliori nel comportamento (penultimi…).
Poi la sequenza delle foto della settimana col sottofondo musicale che ci ha commosso tutti. Ognuno ha ripensato a quei momenti. Ognuno di noi ha percepito l’importanza delle amicizie, dei piccoli amori e di tutte le emozioni vissute.
E ancora adesso mentre scrivo mi sento stringere lo stomaco. Grazie a tutti quelli che c’erano.
Fede