Tratto dal sito www.fip.it/piemonte
Di fronte ad una platea gremita in ogni ordine di posto, Eugenio Crotti, presidente del Settore Minibasket e scolastico della Fip, e Maurizio Cremonini, responsabile tecnico nazionale Minibasket, hanno illustrato a Torino le linee guida del nuovo modello di sviluppo del settore.
«Non pensiamo di imporre progetti dall’alto – dice Crotti nell’incontro con i responsabili regionali e provinciali Minibasket e gli istruttori piemontesi svoltosi in mattinata al SUISSM di Torino -. Sono cambiate le conoscenze, e di conseguenza dovranno cambiare le competenze di tutti coloro che sono coinvolti nel Minibasket. A cominciare dagli istruttori, ma penso anche ai dirigenti responsabili dei Centri Minibasket e pure ai dirigenti delle singole squadre. Per queste due ultime categorie, da settembre, verranno organizzati, a carico dei Comitati provinciali e regionali, dei corsi di formazione in una giornata».
Uno dei cardini del modello è che le competenze e le attività siano verificate: «In questa opera il responsabile regionale, le commissioni regionali e provinciali, il coordinatore tecnico saranno dei punti di riferimento imprescindibili per avvicinare quanto più possibile la periferia al centro e viceversa».
Per ottimizzare le eccellenze che esistono sul territorio nazionale, poi, mancano ancora delle figure: «Dovremo fare ancora un passo in avanti – aggiunge Crotti – con l’istituzione di una Scuola di formazione sperimentazione e ricerca del settore, che avrà il compito di creare degli staff tecnici – l’obiettivo è formarne 16 – che portino in tutta la penisola il nostro messaggio. Essere formatori non sarà più una qualifica, ma una carica, per cui, anche in questo caso, sarà necessaria la continua verifica delle competenze».
Progressi importanti sono stati fatti anche sul versante del materiale (vi saranno presto novità di rilievo per quanto riguarda palloni e canestri ) e su quello degli sponsor: «L’accordo con Warner Bros farà dei Looney Tunes i nuovi testimonial del Minibasket e questo ci aiuterà ad avvicinare ancor di più i bimbi. Così come la richiesta di collaborazione giuntaci da NBA Junior».
Nota dolente, l’atteggiamento di istruttori, dirigenti e genitori nel corso delle gare: Il Minibasket – spiega con rammarico Crotti - sarà presto inserito nel sistema di giustizia che vige già per le altre categorie. I giudici provinciali e regionali saranno competenti a sanzionare istruttori e dirigenti, non i bimbi, sulla base dei report redatti dai miniarbitri, ed eventualmente dai componenti delle Commissioni provinciali che avranno anche il ruolo di Commissari di gara».
Maurizio Cremonini spiega la filosofia di fondo delle recenti novità: «Hanno tutte il senso di proteggere il Minibasket . L’obiettivo è uno e uno solo: avvicinare i bimbi al Minibasket, aprendo le porte a tutti, senza programmi precostituiti da seguire alla lettera. Anche chi non ha mai giocato deve sentire che nulla gli è precluso. Se il desiderio è quello del progresso, le strategie praticabili sono due: la scuola e i Centri Minibasket».
«Sotto il primo profilo, la risposta è Easybasket, il progetto di avvio facile al basket, visto come gioco inclusivo, che tutti possono praticare, partito nelle scuole elementari da alcune stagioni, e che è stato ripreso anche nelle medie e perfino nelle superiori, con lo scopo di reclutare ma anche solo di fidelizzare al basket».
Per quanto riguarda invece i Centri Minibasket, il monito di Cremonini è chiaro: «Bisogna pensare al Minibasket come ad un’occasione di confronto, ad un gioco-sport aperto a tutti, compresi i disabili. Il punto-chiave del nostro fare Minibasket è di recuperare nei bimbi la capacità di esprimere il movimento, visto che molti di loro sono in difficoltà dal punto di vista motorio. Se li stimoleremo dal punto di vista fisico – e l’utilizzo del preparatore atletico e della forza – ma pure e soprattutto da quello cognitivo, attraverso l’utilizzo di modelli integrati, allora avremo tra qualche anno dei ragazzi e delle ragazze in grado non solo di affrontare ma anche di capire la pallacanestro vera e propria».
Il sogno è quello di crescere e proteggere i valori: «Vedo un percorso di accompagnamento al basket senza esasperazioni – conclude Cremonini -. Ma vedo pure molta ipocrisia: con i bimbi ci devono stare le persone serie, coloro che hanno nulla a a che fare con questi messaggi è bene che siano emarginati ed eventualmente espulsi dal movimento».